Un pianeta in fumo: qualche conto sui molteplici danni del tabacco

Un pianeta in fumo: qualche conto sui molteplici danni del tabacco

Sebbene già da molti anni ci sia una diffusa consapevolezza sull’impatto del fumo di sigaretta sulla salute umana, molto meno si sa degli effetti ambientali del tabacco, che rappresenta, dalla produzione allo smaltimento, un agente altamente inquinante. La coltivazione e la lavorazione del tabacco comportano infatti ogni anno deforestazione, utilizzo di combustibili fossili, consumo di risorse naturali e produzione di ingenti quantità di rifiuti (migliaia di tonnellate di mozziconi non biodegradabili vengono scaricati nell’ambiente, oltre all’aria contaminata dalle sostanze tossiche rilasciate con il fumo). L’obiettivo primario di questo articolo è pertanto quello di diffondere e analizzare criticamente i dati allarmanti relativi a questa problematica poco dibattuta, sulla quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già da qualche anno richiamato con forza l’attenzione, sottolineando come tale aspetto riguardi da vicino la salute dell’intero pianeta e non solo quella dei fumatori. Proprio l’impatto ambientale è stato infatti il tema dell’ultima Giornata Mondiale senza Tabacco, il $31$ maggio $2022$.

La prima parte dell’attività che vi propongo è incentrata sui numeri del fenomeno e può essere proposta anche in classi del primo biennio, stimolando la riflessione sugli ordini di grandezza e il confronto tra numeri. Nella seconda parte, invece, viene illustrato l’effetto di una progressiva riduzione del consumo di sigarette in base a differenti modelli di funzioni decrescenti (lineare, irrazionale, esponenziale), che può essere discusso, a seconda degli indirizzi di studio, nelle classi del secondo biennio e quinto anno.

Parte A: le dimensioni del problema

La tabella riassume i dati essenziali relativi al $2022$ tratti, se non diversamente specificato, dall’ultimo documento OMS. Nell’ultima colonna sono riportate alcune “conversioni rappresentative” dei dati che possono essere utilizzate in due modi:

  1. per rendere più efficacemente l’idea di quanto sia significativo l’impatto ambientale del tabacco;
  2. per formulare delle domande o strutturare degli esercizi che richiedano di determinare un opportuno “equivalente” (due esempi concreti sono riportati dopo la tabella).

Esempio 1: ricordando che la popolazione mondiale nel $2022$ è di $8$ miliardi di persone, si può ricavare facilmente che la produzione annuale di sigarette corrisponde a circa $750$ unità pro-capite, cioè $2$ al giorno, includendo anche i non fumatori. Viene consumato oltre il $90\%$ delle sigarette prodotte, ma da circa il $16\%$ della popolazione mondiale9. È pertanto possibile determinare il numero medio di sigarette (annuali e giornaliere) consumate da ciascun fumatore.

Esempio 2: ogni anno vengono prodotte circa $2$ milioni di tonnellate di rifiuti dal consumo di sigarette. Quanti kg di rifiuti si lascia dietro, in media, un fumatore in trent’anni?

Un’ulteriore e interessante attività da proporre è quella di stimare l’impatto ambientale di un giovane fumatore in Italia, utilizzando i dati disponibili sul sito dell’Istat e relativi al consumo medio giornaliero di sigarette nelle varie fascia d’età. 

Parte B: come dovremmo invertire la rotta? Alcuni modelli a confronto

Rafforzare ed estendere la Convenzione quadro dell’OMS per il Controllo del Tabacco (Framework Convention on Tobacco Control) è uno degli obiettivi specifici dell’Agenda $2030$ (Health – United Nations Sustainable Development, obiettivo $3$ A). Tale Convenzione indica una serie di misure – legislative e di sensibilizzazione della cittadinanza – da adottare per raggiungere l’ambizioso traguardo dell’azzeramento del consumo di tabacco, a tutela della salute delle persone e dell’ambiente. Tale obiettivo è realistico nel nostro Paese? Qual è il trend del consumo di tabacco in Italia?

La figura, costruita a partire dai dati Istat sulla percentuale di fumatori in Italia dal $1990$ al $2021$, ci aiuta a rispondere a questa domanda. Utilizzando i dati illustrati, possiamo stimare quanto tempo occorrerà per raggiungere lo zero ipotizzando e confrontando diversi modelli di riduzione (dei quali determinare l’espressione analitica):

  1. una semplice funzione lineare, tra i punti iniziale e finale;
  2. una funzione irrazionale riconducibile a un arco di parabola con asse orizzontale;
  3. una funzione esponenziale decrescente.

Riportando i grafici di tutte le funzioni scelte nello stesso piano cartesiano (di cui fornisco, a titolo di esempio, un ingrandimento ottenuto utilizzando GeoGebra), è possibile fare alcune considerazioni, che possono prestarsi a introdurre il concetto di “fit” di un set di dati o quello di derivata prima. In particolare si può osservare che, imponendo il passaggio per i punti iniziale ($1990$, $27$) e finale ($2021$, $19$) dell’intervallo, l’accordo con i dati non è ugualmente soddisfacente per le tre funzioni date; la caratteristica più evidente, tuttavia, risiede nel fatto che ciascuna funzione ha una sua velocità di variazione, che può essere costante (come nel caso della retta) o variabile. La funzione esponenziale, dopo un brusco abbassamento iniziale, diminuisce infatti molto più lentamente delle altre e all’aumentare del tempo la riduzione diventa via via più lenta, a tal punto da non raggiungere mai lo zero. La funzione irrazionale e quella lineare, invece, raggiungono entrambe lo zero, ma su scale di tempo piuttosto differenti (rispettivamente intorno all’anno $2343$ e $2095$). 

Dunque, l’azzeramento del consumo di tabacco entro questo secolo è raggiungibile con un modello lineare, che tenga conto dell’andamento registrato negli ultimi trent’anni. Se invece si volesse conseguire il traguardo nell’arco dei prossimi decenni (per esempio entro il $2050$), questo richiederebbe un tasso di riduzione significativamente maggiore, che le studentesse e gli studenti possono stimare come esercizio. Nella realtà, ciò significa modificare significativamente il trend attuale, il che implica uno sforzo importante sia a livello individuale che a livello collettivo, e richiama tanto i singoli quanto i legislatori a impegnarsi concretamente per favorire un’inversione di rotta che non è più rinviabile.

1 Il dato è stato ricavato tenendo presente la stima riportata sul numero di alberi abbattuti ($14$ milioni) riportata in La tempesta Vaia tre anni dopo: una generazione perduta nel bosco. Segnalo tuttavia che la stima degli alberi abbattuti è un dato molto incerto (altre fonti, come per esempio Wikipedia, riportano $42$ milioni) essendo dedotto dal volume di legname caduto ($8,5$ milioni di m$^{3}$, secondo Forest damage inventory after the “Vaia” storm in Italy) e dipendendo fortemente dalle dimensioni medie dell’albero.
2 Il dato in tabella è quello presente nel report OMS. In realtà, utilizzando le misure FINA (Federazione internazionale di nuoto), che sono pari a $25$ m $\times50$ m $\times2$ m, si ottiene un valore un po’ inferiore ($9$ milioni di piscine).
3 Il dato relativo al $2018$ è di circa $9$ miliardi di m$^{3}$ (fonte: Istat). Nel rapporto OMS sono invece forniti altri equivalenti interessanti: $1$ kg di sigarette consuma una quantità d’acqua pari al fabbisogno annuo di acqua potabile di una persona; il consumo d’acqua per il tabacco è pari a circa $1,5$ volte la portata giornaliera del Rio delle Amazzoni (portata media $175000$ m$^{3}/$s), il fiume più lungo del mondo.
4 Cigarette Smoking: An Assessment of Tobacco’s Global Environmental Footprint Across Its Entire Supply Chain (tabella $2$ a p. $4$).
5 Si è assunto come dato il valore di $300$ miliardi di kWh, relativo al $2018$ e convertito in J, riportato da Terna, gestore della rete di trasmissione italiana in alta tensione (DATI STATISTICI SULL’ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA  p. $5$).
6 Per ogni kg di sigarette si producono $14$ kg di CO$_{2}$. Per un kg di grano invece si producono $1,4$ kg di CO$_{2}$, secondo quanto riportato nella figura disponibile qui.
7 Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), Rapporto Rifiuti Urbani $2021$  (cfr. p. $3$ e tabella $1.1$ all’interno del documento).
8 How should tobacco companies pay for their pollution?
 9 Tobacco: i fumatori nel mondo sono circa $1,3$ miliardi.

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