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Nel momento in cui scrivo, mancano $3.952.833$ secondi alla fine della scuola. Questo breve periodo di tempo, descritto da un numero molto grande, è rappresentativo di come si abbia la sensazione di avere ancora poco tempo ma una grande quantità di cose da fare. Con quale atteggiamento affronteremo quest’ultimo periodo? Ciascun insegnante risponderà in modo diverso a questa domanda, conoscendo i propri ragazzi e il proprio progetto annuale. Qualcuno sceglierà di premere sull’acceleratore anche in quest’ultimo mese, completando gli argomenti e facendo svolgere un cospicuo numero di verifiche ed esercizi, con il rischio però di lasciare indietro qualcuno. Qualcun altro individuerà alcuni contenuti da approfondire, altri da rimandare e una minima parte a cui rinunciare, sperando che eventuali lacune non compromettano il lavoro futuro. Credo che l’errore da non compiere sia piuttosto quello di confrontare quest’anno, così anomalo, con quelli a cui eravamo abituati: sono stati diversi gli obiettivi e diversi gli strumenti. Forse la soluzione migliore è giocare d’anticipo e immaginare di preparare le valigie per il viaggio che ci condurrà all’inizio dell’anno prossimo, confidando nel fatto che sarà differente.

In terza sarà opportuno affrontare quei concetti che vogliamo i nostri alunni si portino dietro nella scuola superiore. Qualcuno vorrà che i propri alunni non sbaglino un segno nelle espressioni letterali o che abbiano ben chiaro il concetto che in matematica tutto è dimostrabile, qualcun altro approfitterà di questi ultimi giorni per far passare il concetto che la matematica è una materia bellissima che ci permette di descrivere il mondo che ci circonda e così via.

In prima e in seconda costruiamoci dei cliffhanger, come quelli delle serie TV, che ti costringono a non vedere l’ora che esca la stagione successiva lasciando in sospeso il finale della stagione precedente. Incuriosiamo i ragazzi, giochiamo in anticipo sugli argomenti che non siamo riusciti ad approfondire come avremmo voluto. Per esempio possiamo annunciare che impareremo a svolgere i problemi con le frazioni partendo da torte che condivideremo in classe al ritorno delle vacanze, oppure che studieremo le similitudini partendo dalle foto dell’estate che proietteremo insieme… Le possibilità sono molte e dietro il contenuto matematico se ne cela un secondo: studiare matematica insieme, in classe, guardandoci negli occhi, confrontandoci e imparando dai nostri e altrui errori è molto più inclusivo ed efficace.

Luigi Ferrando è autore del corso di Matematica “SuperMath” per la scuola secondaria di primo grado. Scopri di più.

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