"Ragazzi, ci prepariamo a collaborare al meglio?" I consigli per una efficace modalità collaborativa in matematica

"Ragazzi, ci prepariamo a collaborare al meglio?" I consigli per una efficace modalità collaborativa in matematica

Se volete proporre in classe una modalità collaborativa in matematica, è importante preparare i vostri studenti, sia nel caso non ci abbiate mai provato, sia nel caso l’abbiate già sperimentata ma vogliate migliorarne gli esiti.

Ciò che determina il successo di queste esperienze dipende molto dall’aspettativa che riuscirete a creare nei vostri alunni, preparandoli a comunicare positivamente tra loro ma anche facendoli riflettere sulla loro personale relazione con la matematica. I suggerimenti che presento riguardano dunque questo duplice aspetto: la comunicazione con i pari e la riflessione sulla propria relazione con la matematica.

Probabilmente avrete già discusso in classe della comunicazione positiva tra compagni; tuttavia, con il nuovo anno scolastico o con un nuovo gruppo classe il riprendere insieme e condividere alcune norme di comportamento (eventualmente da scrivere su cartelloni da esporre in aula) contribuisce a marcare maggiormente alcune regole a cui non si vuole rinunciare. Chiedete ai vostri alunni come sia possibile attuare una modalità ottimale di comunicazione: otterrete senza dubbio risultati interessanti, da discutere insieme, condividere e formulare nel modo più semplice ed efficace possibile.

Queste per esempio sono le tre semplici regole emerse a conclusione di una discussione in una classe prima di una scuola secondaria di primo grado:

  • ognuno deve dare il proprio contributo;
  • bisogna ascoltarsi e comprendersi;
  • si deve sempre parlare in modo garbato.

È evidente che ognuna di queste regole (specie le prime due) rimanda a delle precisazioni ulteriori su come il tutto possa realizzarsi: sarà compito vostro, all’occorrenza, tornare a riflettere su come ci si debba comportare in pratica, richiedendo ai vostri alunni opportuni suggerimenti, con esemplificazioni di casi significativi da loro stessi vissuti. Solo se darete spazio a simili discussioni riuscirete a rendere i vostri alunni consapevoli di quanto sia importante comunicare in modo positivo, senza prevaricare, astenersi o attaccare gli altri.

La riflessione personale sulla propria relazione con la matematica è un momento che dovrebbe precedere le attività (attuate non solo in collaborazione) di ogni disciplina, tuttavia si possono formulare domande che favoriscano in particolare prospettive di evoluzione personale con il sostegno dei compagni. Ecco un esempio di riflessioni tra cui scegliere (e che potete ovviamente personalizzare); i vostri alunni potranno rispondere individualmente, per poi condividerne e discuterne insieme gli esiti:


Quando penso agli anni passati e alla matematica:

ecco cosa mi è piaciuto di più: …

ecco cosa mi è piaciuto di meno: …

Quando sono a scuola e si fa matematica, come mi sento?

Non bene, perché matematica non mi riesce

Bene, perché matematica mi piace

Un po’ annoiato, perché non capisco a che cosa possa servire

Altro: …

Quando a casa devo svolgere i compiti di matematica:

Li svolgo subito, perché …

Li svolgo alla fine, perché …

Non li svolgo, perché …

Altro: …

Cosa mi piacerebbe migliorare nella mia relazione con la matematica?

Avere meno paura nell’affrontare interrogazioni e compiti in classe

Riuscire a utilizzare meglio il tempo a casa per svolgere i compiti e studiare matematica

Ricordare di più le formule e le definizioni

Capire di più quando l’insegnante spiega

Riuscire a spiegarmi meglio quando parlo con l’insegnante o con i compagni


È evidente che le risposte (alcune da argomentare, altre da scegliere o da completare in modo personale) saranno molto varie, fornendovi la possibilità di focalizzare la discussione sugli aspetti che reputate più interessanti per il vostro gruppo classe. Dedicare un po’ di tempo alla condivisione di quanto emerge, cominciando ad invitare chi lo desidera a leggere quanto ha scritto, può dar luogo a momenti di consapevolezza inattesi. Qualcuno si può accorgere che i suoi problemi o le sue paure verso la matematica sono anche di altri compagni o che le sue aspettative sono condivise, che le sue sensazioni, dunque, sono comuni ad altri. Questo favorisce sia la rielaborazione della sua relazione personale con la disciplina sia la fiducia di un possibile miglioramento attraverso una comunicazione interpersonale positiva, aspetti decisivi per il successo di attività collaborative in matematica.

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