Il lavoro collaborativo per lo sviluppo del linguaggio e del pensiero matematico

Il lavoro collaborativo per lo sviluppo del linguaggio e del pensiero matematico

L’inizio dell’anno scolastico è sempre un momento importante, sia per voi insegnanti che per le studentesse e gli studenti: carico di buoni propositi, del bisogno di “partire bene”. Quest’anno poi, come i due precedenti, ai buoni propositi si aggiunge la preoccupazione di riuscire a superare le difficoltà causate dalla pandemia che hanno colpito la scuola in modo significativo. Come insegnanti tendiamo in particolare a dare molto rilievo alle carenze e lacune che le studentesse e gli studenti possono aver accumulato nel periodo di didattica a distanza.

Ma la didattica a distanza e i distanziamenti in classe hanno prodotto altri effetti negativi: i rapporti sociali hanno risentito fortemente delle restrizioni anti-Covid. Nessuno è in grado di prevedere i danni che questo periodo ha provocato nelle ragazze e nei ragazzi, in età in cui il rapporto con i coetanei è un elemento fondamentale per la crescita dell’individuo.

Credo quindi che questi due aspetti, la dimensione delle conoscenze e competenze e quella delle relazioni, vadano curati entrambi con particolare attenzione.

Del resto non si tratta affatto di una forzatura, anzi! In matematica infatti sono importanti i processi di pensiero, più che i prodotti, cioè le risposte. Una risposta “giusta” data a caso non ha alcun valore, e viceversa anche in un processo incompleto possiamo riconoscere ragionamenti sensati.

Questa importanza dei processi rispetto ai prodotti ha una serie di conseguenze.

Innanzitutto la consegna, cioè il tipo di domanda e il modo di porla, ha un ruolo cruciale. Se vogliamo sollecitare processi di pensiero dobbiamo porre domande adeguatamente complesse, che costringano la studentessa o lo studente a cercare di mettere in relazione le sue conoscenze, invece che spingerla o spingerlo a tentare una risposta immediata. Naturalmente se le domande sono complesse dobbiamo dare il tempo necessario per riflettere prima di rispondere.

Inoltre è attraverso la comunicazione e l’argomentazione che l’insegnante può conoscere i processi di pensiero di studentesse e studenti: il confronto fra pari rende naturale l’esigenza di comunicare e argomentare la propria posizione, favorendo quindi anche l’uso del linguaggio (quotidiano e matematico) per parlare di matematica e lo sviluppo di competenze di argomentazione in ambito matematico. 

In definitiva in un insegnamento della matematica centrato sui processi è importante proporre attività adeguatamente complesse, da affrontare in classe, magari prevedendo prima una fase di riflessione individuale, e poi una fase di confronto e discussione all’interno di un gruppo

Le studentesse e gli studenti si devono sentire completamente libere e liberi di pensare, di esplorare, e quindi di sbagliare, senza rincorrere ansiosamente la risposta giusta: è chiaro allora che un’attività come quella descritta non deve essere soggetta a valutazione sommativa.

Esempi di attività di questo tipo sono proposti nella nuova area di Zona Matematica “Ricomincia la scuola, partiamo insieme!”, preceduti dalla proposta di una riflessione sul rapporto con la matematica finalizzata a far emergere la visione della matematica che ciascuna studentessa e ciascuno studente hanno costruito (centrata sui processi/sui prodotti).

Credo si possa iniziare da qui per “partire bene”.

Scopri in Zona Matematica l’area dedicata:

Vai all’area “Ricominica la scuola, partiamo insieme!” del I grado
Vai all’area “Ricomincia la scuola, partiamo insieme!” del II grado – I biennio
Vai all’area “Ricominicia la scuola, partiamo insieme!” del II grado – II biennio e V anno

Questi temi sono stati approfonditi nel webinar di Rosetta Zan, guarda la videolezione:
Ripartiamo bene: insegnare matematica facendo domande

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