Cambio di stagione: facciamo inventare esercizi di matematica alle nostre alunne e ai nostri alunni!

Cambio di stagione: facciamo inventare esercizi di matematica alle nostre alunne e ai nostri alunni!

Manca poco più di un mese alla conclusione dell’anno scolastico, nelle aule e nei corridoi si respira un’aria a metà tra la rilassatezza delle imminenti vacanze e l’ansia di chi sa di avere ancora molto lavoro da svolgere, con il rischio dietro l’angolo di vedersi sfuggire questi ultimi giorni alla caccia degli ultimi voti. Proviamo a proporre un cambio di prospettiva e chiediamo ai nostri alunni di non limitarsi a svolgere gli esercizi che assegniamo noi a loro, ma di inventarne uno o due a loro volta. 

Questa attività può essere svolta in classe, anche in piccoli gruppi, e può essere oggetto di valutazione perché inventare un esercizio coerente, risolvibile, specifico ed eventualmente ambientato richiede comprensione dei contenuti e competenze nel loro utilizzo. Se successivamente assegneremo questi esercizi ad altri compagni, avremo giudici attentissimi a ogni piccolo errore o incongruenza.

Ai ragazzi più grandi, quelli di terza, possiamo chiedere di inventare un problema da risolvere con un’equazione di primo grado. Saranno loro a scegliere se il loro esercizio riguarderà aritmetica, geometria o, ancora meglio, prenderà spunto da una situazione reale: anche le loro scelte ci permetteranno di avere un’idea di quanto hanno recepito i nostri inviti a scoprire la matematica in ciò che ci circonda.

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In seconda chiediamo di inventare un problema sul teorema di Pitagora. Per rendere più agevole il loro lavoro, possiamo fornire ai nostri studenti delle indicazioni, per esempio assegnando a ciascuno una figura geometrica da cui partire o alcuni termini da utilizzare obbligatoriamente, come per esempio equivalente, proiezione, perpendicolare, … Può essere efficace far estrarre questi termini o le figure geometriche da un’urna colma di bigliettini: ogni studente sarà chiamato a svolgere un compito unico e personale.

Gli alunni di prima necessiteranno di una guida maggiore: possiamo fornire loro un canovaccio da seguire, per esempio un problema sulle frazioni o sul perimetro di un triangolo isoscele da riprodurre con numeri e grandezze diverse.

Durante lo svolgimento di questa attività lasciamo a loro disposizione il libro di testo e gli appunti per renderla inclusiva; se temiamo che i nostri alunni si limiteranno a copiare uno degli esercizi già svolti, aggiungiamo l’originalità come parametro di valutazione: insegneremo loro che la matematica è anche fantasia.

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