Apprendimento collaborativo: le regole d’oro che un prof di matematica deve seguire perché funzioni

Apprendimento collaborativo: le regole d’oro che un prof di matematica deve seguire perché funzioni

Per apprendimento collaborativo ( o Collaborative learning) intendo quel processo di crescita personale che si sviluppa quando due o più alunni lavorano in modo autonomo su un’attività proposta in classe dall’insegnante. In questo primo contributo darò per scontato che fra le modalità di interazione in classe quella collaborativa sia senza dubbio da implementare, prima o poi, durante la vita professionale di un insegnante. Non solo perché le Indicazioni Nazionali del I e II ciclo la raccomandano ma soprattutto perché ho verificato sperimentalmente quanto siano positivi gli esiti di una sua opportuna implementazione con gli studenti. Non va poi dimenticato che fra le competenze da sviluppare lungo tutto il corso della vita, come indicano le raccomandazioni europee, quella di saper interagire positivamente con i propri pari rimane a mio parere tra le più significative (e ancora lontana dall’essere raggiunta!).

Indicherò dunque di seguito, per punti, alcuni atteggiamenti (da adottare o già abituali) da parte dell’insegnante di matematica che risultano essenziali per affrontare l’impresa gratificante, ma non semplice, di attuare in classe un fruttuoso apprendimento collaborativo.

  • Abituarsi a non intervenire mentre gli alunni collaborano: se alcuni fanno domande all’insegnante (che ovviamente ha proposto un’attività collaborativa adeguata), per esempio se occorre fornire esempi, o aggiungere figure o altro, l’insegnante avrà cura di invitarli a decidere insieme, a scegliere ciò che ritengono più opportuno. Solo così si potenziano capacità di scelta e decisionali.
  • Saper sorvolare, all’occorrenza, sulla precisazione di termini matematici: se durante una discussione di classe qualcuno cita per esempio “quello che sta sotto” per indicare il denominatore di una frazione, occorre non bloccare il flusso di pensiero con la proposta del termine corretto ma saper aspettare un momento più opportuno.
  • Valorizzare proposte di procedure risolutive differenti da quelle immaginate a priori per il problema o il quesito proposto: anche se queste procedure risultassero “faticose” e talvolta non del tutto efficaci, dar voce a strategie personali e non usuali rafforza lo spirito di iniziativa e invita ciascuno a cimentarsi, mettendo in gioco le proprie risorse.
  • Cogliere i momenti più adatti, durante la discussione degli esiti dei gruppi, per fare il punto della situazione: può essere che l’insegnante ritenga opportuno sottolineare aspetti specifici dei contenuti matematici in gioco oppure che preferisca discutere e condividere eventuali questioni su relazioni interpersonali. L’attività collaborativa deve in ogni caso portare a una sintesi, così che il lavoro svolto abbia un suo prodotto, riconosciuto dai gruppi di lavoro e da ciascuno.
  • Riuscire a non infastidirsi se le voci si accavallano: gruppi di alunni che si attivano contemporaneamente su uno stesso problema creano senza dubbio una situazione più rumorosa della lezione tradizionale ma se si condividono all’inizio norme di comunicazione opportune, sarà più semplice per l’insegnante richiamarle e ottenere un clima più gradevole in aula.

Da quanto ho esposto è evidente che all’atteggiamento auspicato da parte dell’insegnante deve corrispondere un altrettanto adeguato atteggiamento da parte degli alunni. È bene infatti preparare la classe al lavoro in collaborazione, non solo condividendo regole su come comunicare e interagire positivamente ma anche favorendo riflessioni sulla propria relazione con la matematica, facendo percepire a ciascun alunno prospettive di evoluzione personale attraverso il sostegno degli altri. Sarà questo il focus del mio secondo intervento.


In occasione della tappa di Treviso del convegno “Motivare Coinvolgere Divertire con la Matematica” organizzato da De Agostini Scuola l’8 marzo 2019, il laboratorio “La collaborazione fra pari nell’insegnamento/apprendimento della matematica” della professoressa Angela Pesci ha riscosso grande successo. Le abbiamo quindi chiesto di scrivere per noi qualche articolo sull’apprendimento collaborativo, in modo da poter condividere con tutti la sua esperienza. Quello che avete appena letto è il suo primo contributo.


Leggi anche:

Leggi anche

I perché della matematica: motivare e dimostrare nell’era del pret-à-porter
L’iperbole in piega e in coordinate: dagli origami a GeoGebra
STEM e sfide per il futuro: al via l'edizione 2020 dei convegni De Agostini Scuola
Quali problemi proporre per le attività in collaborazione?
Abbiamo sperimentato la collaborazione fra pari: e adesso?
Come organizziamo la collaborazione fra alunni nell’ora di matematica? Il tutoraggio fra pari