
Una delle Thinking Routines più comoda e versatile è senz’altro la SEE THINK WONDER, cioè “vedi pensa domanda”. Tale routine è utile ogni qualvolta si vuole introdurre un concetto, un argomento o si vuole stimolare a una nuova comprensione oppure lanciare un’attività o approfondire un’idea già acquisita. L’utilizzo di tale routine nasce in ambito umanistico e si basa su un’osservazione attenta di un oggetto: un’immagine, un video, un manufatto, un’opera d’arte.
Come gran parte delle Routine, essa prevede tre fasi che aiutano ad approfondire in modo graduale il pensiero, sia a livello personale sia sul piano di gruppo o di classe.
Le tre fasi (separate e ben scandite nei tempi) sono:
- SEE: che cosa vedi?
- THINK: che cosa pensi stia accadendo? Qual è la tua interpretazione su ciò che hai osservato? Quali potrebbero essere le motivazioni per le quali ciò accade?
- WONDER: che domande ti suscita? Con cosa lo colleghi?
Ovviamente in ambito umanistico questo processo ha l’obiettivo principale di entrare pian piano dentro una situazione, per esempio dentro un periodo storico o artistico o nel pensiero letterario di un autore. Anche nelle scienze umane una problematica sociale o psicologica o anche un’emozione può passare in modo più incisivo attraverso l’attenta analisi di uno spunto visivo. Ma può essere utile questo strumento così potente nella matematica? E se sì, come?
Quando la sperimentazione di MLTV è giunta in Italia attraverso Project Zero della Harvard Graduate School of Education e il movimento Avanguardie Educative di Indire, proprio questa fu la domanda di ricerca affidataci.
Siamo partiti con la fisica perché questi passi (SEE, THINK, WONDER) ricordano da vicino il procedere del metodo sperimentale. Abbiamo così applicato la TR a immagini e video che potevano ben introdurre ad alcuni fenomeni fisici: per esempio un uomo che galleggia sul mar Morto oppure un bambino che ruota su di uno sgabello allargando e stringendo le braccia. Questa ricerca ha avuto esiti estremamente positivi tanto da incoraggiarci a sperimentarla con la matematica.
Riportiamo qui un esempio che ci sembra molto calzante. Proponiamo un semplice video in cui è rappresentata la crescita delle ninfee sulla superficie di un lago durante $20$ giorni e applichiamo in classe la TR. Possiamo mostrare il video anche più volte per permettere una comprensione il più profonda possibile e tra una fase e l’altra socializziamo le risposte, le discutiamo anche documentandole alla lavagna o attraverso post-it (fisici o virtuali).
Durante la fase SEE verrà incoraggiata la capacità di osservare con cura i dettagli per aprire le porte alla comprensione profonda, importante ricordare di limitarsi a una mera osservazione sforzandosi di sospendere completamente il giudizio.
Nella fase THINK chiediamo di formulare ipotesi/interpretazioni su quanto si è osservato e di esplicitare quali aspetti hanno attratto l’interesse di ciascuno e perché. Al fine di far emergere pensieri più significativi, possiamo aiutare con alcune domande ad hoc, per esempio “che tipo di relazione matematica ci può essere tra il tempo e il numero di ninfee?” oppure “se immaginiamo un grafico del numero delle ninfee in funzione dei giorni, che tipo di grafico ipotizziamo?” o ancora “pensiamo che questo andamento sia catalogabile come una funzione già nota?”.
Infine la fase WONDER prevede che ci si spinga oltre la fase precedente ampliando il pensiero: generalmente ci si chiede che cosa resta di insoluto, che cosa si desidererebbe approfondire, che cosa ci lascia incerti o perplessi, che cosa accende la nostra curiosità. In questo caso specifico lasciamo spazio alle loro libere idee, interpretazioni, domande o ipotesi matematiche che possano spiegare tale fenomeno.
In conclusione possiamo annotare che le studentesse e gli studenti intuiscono bene che una funzione di tipo lineare o comunque polinomiale non è sufficiente per descrivere questo andamento ma che occorre introdurre una nuova funzione che agisca raddoppiando ogni volta il risultato e che questa sia molto più veloce nel coprire l’intero lago rispetto alle funzioni note.
La potenza di questo strumento risiede proprio nell’impatto immediato che il canale visivo ha sull’apprendimento: non si può infatti capire a pelle che il lago si riempie con una velocità enorme.
Ovviamente questa attività servirà da lancio e avrà bisogno della necessaria formalizzazione dei concetti che però saranno appresi in maniera più profonda perché richiameranno l’esperienza vissuta.